C'era una volta - è proprio il caso di dirlo! - un gruppo di amici, tutti convinti obiettori di coscienza al servizio militare, che agli inizi degli anni '80, una volta terminato il loro periodo di servizio civile (allora non retribuito come oggi, e ben più lungo e disagevole), seppero interpretare un bisogno della collettività in cui vivevano, la città di Forlì (in Romagna): non vi era, a quel tempo, nessun luogo fisico, nessuna struttura, nessun operatore di ente pubblico capace di dare corretta informazione sull'obiezione di coscienza e sul servizio civile alternativo alla leva, e così decisero di creare un gruppo informale - ma ben solido - per fornire contatti, recapiti, informazioni, pubblicazioni sulla normativa in vigore ed su quelli che allora erano i rischi per chi voleva compiere allora una scelta non solo civile, ma coraggiosa. Nasceva nel 1982 il COORDINAMENTO OBIETTORI FORLIVESI.
Nel tempo, il gruppo si è ampliato. Sono entrate nuove persone, futuri obiettori, ma anche semplici simpatizzanti, e ragazze, sociologhe e pedagogiste interessate ai temi proposti dall'associazione: OBIEZIONE DI COSCIENZA AL SERVIZIO DI LEVA OBBLIGATORIO, DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA, OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI, FINANZA ETICA, INFORMAZIONE E FORMAZIONE ALLA CITTADINANZA TRAMITE IL METODO TRAINING NONVIOLENTO. I membri del gruppo si dividevano tra sportello per il pubblico rivolto agli obiettori o aspiranti tali, e autoformazione, aggiornamento e studio sui temi suddetti.
Dopo anni di attività, nel 1994 il gruppo decide che per meglio promuoversi, è indispensabile riconoscersi in associazione. Nasce così l'Associazione COORDINAMENTO OBIETTORI FORLIVESI, iscritta all'Albo Comunale delle Associazioni. Da quel momento in poi, le attività aumentano. Si inizia stabilmente a fare formazione agli obiettori di coscienza al servizio di leva, tramite contratti a progetto con gli enti che li hanno in servizio (FEDERSOLIDARIETA' di Forlì, CARITAS DIOCESANA di Forlì, ARCI SERVIZIO CIVILE di Forlì, Cesena, Bologna).
Nasce a Forlì, in collaborazione con i medesimi enti, l'associazione A.T.E.S.C. Forlì, con lo scopo di costituire "un centro di promozione culturale sui temi dell'Obiezione di Coscienza e del Servizio Civile" e "dare forza alla presenza degli enti nella gestione del Servizio Civile in un rapporto con l'amministrazione pubblica che valorizzi il principio di sussidiarietà": si cerca insomma di creare una struttura solida per confrontarsi costruttivamente con l'Amministrazione Pubblica (Comune di Forlì e Amministrazione Provinciale). Ne fanno parte l'Associazione COORDINAMENTO OBIETTORI FORLIVESI, FEDERSOLIDARIETA' di Forlì, CARITAS DIOCESANA di Forlì, ARCI SERVIZIO CIVILE di Forlì. La cultura dell'obiezione di coscienza e del servizio civile, nonostante siamo già nel 1999, è ancora tutta da sviluppare.
Diventiamo, già dal 1998, soci di BANCA ETICA di Padova, conclusione logica di un nostro impegno ininterroto negli anni per informare i cittadini e denunciare a mezzo stampa gli istituti di credito coinvolti nell'acquisto e nel traffico di armi di ogni tipo.
Il 17 aprile 2004, la nuova grande svolta: l' Associazione COORDINAMENTO OBIETTORI FORLIVESI cambia ragione sociale, diventando ASSOCIAZIONE LOCALE OBIEZIONE E NONVIOLENZA di Forlì.

La modifica del quadro istituzionale ed sociale con la nuova legge sull'obiezione di coscienza, la legge di istituzione del servizio civile nazionale, quella relativa alla sospensione del servizio militare obbligatorio e la nuova legge regionale di valorizzazione del servizio civile, hanno imposto una ridefinizione della nostra attività. In ogni caso l'ASSOCIAZIONE LOCALE OBIEZIONE E NONVIOLENZA rimane ancorata a:
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l'azione locale per modificare l'ambito sociale e culturale nel quale operiamo;
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l'obiezione come atteggiamento di vita che chiede alle persone di rifiutare leggi o cose ritenute ingiuste con la loro coscienza e di attivarsi per modificare queste situazioni;
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la nonviolenza come stile di rapporti fra le persone, i gruppi sociali e gli stati e come modalità per la risoluzione, gestione e trasformazione dei conflitti.
Percio' il patrimonio storico e di elaborazione culturale e pratica sui temi dell'antimilitarismo, della pace e della nonviolenza non viene disperso, ma rafforzato nella nuova associazione che vuole impegnarsi ancor maggiormente sul versante della formazione delle persone e dei gruppi e su quello dell'azione di cambiamento sociale.
Il mutare del quadro legislativo, grazie al lavoro incessante delle associazioni di obiettori e degli enti di servizio civile, permette la nascita in Regione Emilia-Romagna della Consulta Regionale per gli Enti di Servizio Civile (C.R.E.S.C.E.R.), in seguito alla Legge Regionale 20/2003, e subito dopo di Co.Pr.E.S.C., il livello interprovinciale della medesima. Finalmente, un lungo lavoro durato più di 5 anni con la nascita di A.T.E.S.C., trova ora sua realizzazione.
Un nostro rappresentante è a tutt'oggi presente sia nella Consulta Regionale, che Provinciale.
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